{"id":187,"date":"2026-10-06T14:42:44","date_gmt":"2026-10-06T14:42:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvocatidisalvonavarra.it\/?p=187"},"modified":"2026-10-09T09:59:02","modified_gmt":"2026-10-09T09:59:02","slug":"la-richiesta-di-apertura-di-una-rsa-in-una-zona-agricola-e-ai-sensi-dellart-10-comma-6-della-legge-n-104-1992-non-consente-di-ottenere-automaticamente-una-variante-urb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvocatidisalvonavarra.it\/index.php\/2026\/10\/06\/la-richiesta-di-apertura-di-una-rsa-in-una-zona-agricola-e-ai-sensi-dellart-10-comma-6-della-legge-n-104-1992-non-consente-di-ottenere-automaticamente-una-variante-urb\/","title":{"rendered":"La richiesta di apertura di una RSA in una zona agricola \u201cE\u201d, ai sensi dell\u2019art. 10, comma 6, della legge n. 104\/1992, non consente di ottenere automaticamente una variante urbanistica semplificata mediante il semplice rilascio del permesso di costruire per il cambio di destinazione d\u2019uso di un fabbricato ad uso abitativo \u2013 necessari i requisiti soggetti ai sensi dell\u2019art. 10 della L. 104\/1992."},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.9&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;3_4,1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.9&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.9&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.9&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Sent. n. 2190 del 20.07.2026 TAR Catania, sez. II<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il TAR Catania ha rigettato il ricorso incoato dalla societ\u00e0 ricorrente con cui ha chiesto l\u2019annullamento<b> <\/b>del provvedimento del Responsabile dell\u2019\u201cArea 3 \u2013 Territorio\u201d del Comune di Nicolosi, con il quale \u00e8 stata rigettata l&#8217;istanza di permesso di costruire per cambio di destinazione d\u2019uso senza opere di un fabbricato, da categoria A\/7 (abitazioni in villini) a categoria D\/4 (case di cura ed ospedali) \u2013 ai sensi dell\u2019art. 10, comma 6, L. 104\/1992, per realizzare una RSA da 24 posti letto; nonch\u00e9 di ogni altro atto presupposto, connesso o<b> <\/b>conseguenziale.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il Comune di Nicolosi, costituitosi in giudizio ha svolto, in sintesi, le seguenti difese: a) la mancata comunicazione dei motivi ostativi non determina l\u2019annullamento dell\u2019atto qualora il provvedimento abbia natura vincolata e il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso; b) la partecipazione procedimentale, invero, non \u00e8 necessaria quando l\u2019adozione dell\u2019atto \u00e8 doverosa, i presupposti fattuali sono incontestati, il quadro normativo non presenta margini di incertezza e l\u2019annullamento imporrebbe l\u2019adozione di un nuovo provvedimento di identico contenuto; c) l\u2019immobile ricade in zona agricola e l\u2019art. 10, comma 6, della legge n. 104\/1992 non consente di ottenere una variante urbanistica mediante il semplice rilascio del permesso di costruire per il cambio di destinazione d\u2019uso di un fabbricato ad uso abitativo; d) risulta, invero, necessaria una deliberazione consiliare e andrebbe approvato un nuovo progetto per la destinazione a struttura socio-riabilitativa; e) il rilascio del permesso di costruire non costituisce, invece, atto idoneo ad integrare una variante al Piano Regolatore Generale e sul punto si richiama altres\u00ec la circolare assessoriale n. 5\/2017 e gli artt. 6, comma 12, del decreto legislativo n. 152\/2006, 19 del D.P.R. n. 327\/2001 e 4 della legge regionale n. 5\/2011; f) la disciplina derogatoria non \u00e8 applicabile in favore di qualsiasi soggetto privato, atteso che, secondo una corretta lettura dell\u2019art. 10 della legge n. 104\/1992, possono promuovere le iniziative di cui si tratta gli enti pubblici che agiscano nell\u2019ambito delle rispettive competenze e i soggetti privati indicati dal comma 3 (quali enti, associazioni, fondazioni, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, cooperative e organizzazioni di volontariato, quando siano beneficiari di contributi e sovvenzioni e sia stato acquisito il parere regionale sulla coerenza con la programmazione); g) come affermato dalla giurisprudenza, l\u2019art. 10, comma 6, della legge n. 104\/1992 riguarda le strutture destinate a persone con disabilit\u00e0 grave e le prestazioni aventi carattere sociale, dirette a favorire l\u2019integrazione della persona, mentre sono escluse le prestazioni sanitarie ai sensi dell\u2019art. 128, comma 2, del decreto legislativo n. 112\/1998; h) la ricorrente non rientra tra i soggetti ammessi al regime speciale, trattandosi di societ\u00e0 di capitali titolare di una casafamiglia per anziani non autosufficienti che non opera con accreditamento regionale e non eroga prestazioni sanitarie e riabilitative.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il Collegio, richiamando l\u2019art. 10, commi, 1, 3 e 6, della legge n. 104\/1992, anche per definire l&#8217;ambito di applicazione della previsione, sia in senso oggettivo (tipologia delle strutture), sia in senso soggettivo (promotori dell&#8217;iniziativa), ha osservato quanto segue:<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La giurisprudenza (cfr. Consiglio di Stato, IV, n. 2548\/ 2011 e T.A.R. Campania, Napoli, n. 4024\/2004) ha condivisibilmente affermato il seguente principio: a) la norma non \u00e8 applicabile a &#8220;semplici soggetti privati&#8221;, come una societ\u00e0 commerciale, ma solo a categorie di soggetti particolarmente qualificati; b) ci\u00f2 in forza dell\u2019inequivoco richiamo agli \u201centi, associazioni, fondazioni, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, societ\u00e0 cooperative e organizzazioni di volontariato iscritte negli albi regionali\u201d se, ed in quanto, specificamente beneficiari di contributi e sovvenzioni e qualora sia intervenuto il previo parere della Regione sulla congruit\u00e0 dell&#8217;iniziativa rispetto ai programmi regionali; c) la procedura derogatoria della variante urbanistica semplificata \u00e8, quindi, riservata unicamente a due categorie di promotori: &#8211; enti pubblici e loro organismi che agiscano nell&#8217;ambito delle competenze istituzionali degli enti; &#8211; soggetti privati specificamente elencati al comma 3; d) la possibilit\u00e0 di approvare un progetto edilizio in variante determina infatti un notevole impatto urbanistico, che non pu\u00f2 essere lasciato alla libera iniziativa di qualsiasi soggetto privato; e) la deroga \u00e8 giustificata solo quando l&#8217;iniziativa, pur promossa da privati, assume una connotazione di pubblico interesse, attestata dal suo inserimento nella programmazione regionale e dal sostegno pubblico (anche tramite finanziamenti); f) in assenza di questo collegamento con il sistema di assistenza pubblico l&#8217;iniziativa rimane un&#8217;operazione immobiliare privata, che deve sottostare alle ordinarie regole urbanistiche.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sulla scorta di tali considerazioni, condivise dal Collegio, deve affermarsi la sostanziale legittimit\u00e0 del provvedimento del Comune di Nicolosi n. 23311 in data 16 dicembre 2025, il quale, tenuto conto delle circostanze di fatto e della disciplina normativa, non avrebbe potuto avere un diverso contenuto dispositivo.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Pertanto, risulta ininfluente, ai sensi dell\u2019art. 21-octies, secondo comma, della legge n. 241\/1990, la circostanza che la ricorrente non sia stato posta in condizione di interloquire nella fase procedimentale.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.9&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/www.avvocatidisalvonavarra.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sent.-n.-2190-del-2026-TAR-Catania-sez.-II.pdf&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Sentenza&#8221; disabled_on=&#8221;off|off|off&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.9&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_color=&#8221;#FFFFFF&#8221; button_bg_color=&#8221;#b69c57&#8243; button_border_radius=&#8221;10px&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sent. n. 2190 del 20.07.2026 TAR Catania, sez. 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